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Antica Roma

origini dell'anfiteatro

L'Urbs per eccellenza del mondo antico

origini dell'anfiteatro

Postda zilc » 11 settembre 2011, 20:53

Qualcuno conosce le origini del luogo di spettacolo romano per eccellenza?
"…purtroppo quelli che scavano e non pubblicano i risultati delle loro scoperte, continuano a godere credito e non vengono considerati quello che invece sono, cioè “Criminali Accademici”.
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Re: origini dell'anfiteatro

Postda Joia » 16 settembre 2011, 13:44

Ciao zilc in questi giorni sto leggendo un saggio di La Rocca e posso darti una prima risposta che cercherò comunque di approfondire facendo ricerche.
Il saggio è: Linguaggio artistico e ideologia politica a Roma in età repubblicana.

Proprio in merito all'anfiteatro dice che "in base alla documentazione esistente è un'innovazione campana" infatti quì si ritrovano i primi esempi noti tra cui quello di Pozzuoli è quello meglio conservato ed è in opera quasi-reticolata.

Non so se era questo che volevi proporre comunque continuo a cercare.
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Re: origini dell'anfiteatro

Postda zilc » 18 settembre 2011, 17:00

Grazie Joia. Di quand'è il libro che stai leggendo?
Mi risulta che il primo anfiteatro stabile (in muratura) a Roma fu quello di Statilio Tauro eretto nel 29 a.C. Il primo teatro in muratura a Roma è quello di Pompeo, del 55 a.C.
Prima, a Roma, i teatri ed anfiteatri erano solo in legno e per legge dovevano essere provvisorii, perché per la mentalità romana gli spettacoli erano mollezze da etruschi e perché nei teatri si tenevano riunioni a carattere politico malviste dal senato di Roma. I Sanniti giurarono nel teatro di Pietrabbondante prima della battaglia del 293 ac contro i romani, nel quadro delle guerre sannitiche (o almeno così s'interpreta comunemente il passo di Livio, nonostante non manchino voci discordanti).
L'anfiteatro di Capua potrebbe essere molto precedente alla conquista romana, nonostante cerchi di attenermi alla ricerca archeologica...

Stiamo uscendo da un lungo periodo di utilizzo e censura delle informazioni archeologiche a scopo politico e glorificazione della romanità, e, nonostante le motivazioni di questo stato di cose siano cessate da almeno 66 anni, i vecchi tardano a morire ed i giovani, formati su informazioni vecchie, tardano a far sentire la loro voce.
Ho una grande fiducia nei vostri studi, nella vostra volontà di avvicinarvi alla verità . E sono molto curioso degli insegnamenti universitarii.
Fammi luce, sarà essenziale anche per gli altri.

ciao
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Re: origini dell'anfiteatro

Postda Simone82 » 18 settembre 2011, 21:11

Quella pubblicazione risale al 1990. Mi pare che la grande pubblicazione sui teatri romani risalga al 1995, ed è ancora oggi l'opera più completa in questo settore. Se mi capita sotto mano vedrò di dargli un'occhiata, in settimana dovrei passare al Germanico.
Solo voglio capire meglio la domanda: t'interessa sapere qual'è il primo edificio in senso cronologico identificabile come anfiteatro, o ti interessa l'aspetto culturale della questione, cioè perché ad un certo punto si è avuta l'esigenza di raddoppiare i teatri?
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Re: origini dell'anfiteatro

Postda zilc » 18 settembre 2011, 21:51

Mi interessa sapere cosa oggi viene insegnato ai vertici dell'istruzione, m'interessa sapere quanto tempo ci mette un'informazione ufficiale ad arrivare ad essere insegnamento, voglio conoscere il grado di efficienza della migliore struttura italiana di trasmissione del sapere. Siamo ai vertici mondiali.

Lo so di essere fastidioso come un sasso nella scarpa di un maratoneta, sono anche peggio di così.
Non so se hai presente le due forme d'amore. Una accetta tutto perché ama di per sé, l'altra pretende il massimo perché ama per quel che potrebbe essere. Io non sono una donna, ergo vale la seconda.
M'interessa conoscere l'origine dell'anfiteatro.
Da dove viene. Perché se ne sente l'esigenza. Cos'ha che non si può fare a teatro. La sua forma simbolica.
Tu lo chiami esigenza di 'raddoppiare' il teatro: è un'interpretazione che m'interessa conoscere, il sottofondo culturale è, o può essere, interessante.
Io credo però che l'anfiteatro non sia affatto un doppio teatro, credo sia un'altra cosa, del tutto italiana. Ma la mia opinione ancora non serve.
Voglio sapere cosa s'insegna. Perché poi chi ha imparato interpreta e scrive. E chi scrive un rapporto di scavo deve sapere quel che fa e l'enorme responsabilità che si trova ad avere.
Eppoi siamo in un forum, cerchiamo di trasmettere un sapere. Sarà un'illusione o forse superbia. Però proviamo.

ciao
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Sulle origini dell'anfiteatro e della sua forma

Postda Simone82 » 20 settembre 2011, 12:32

Per quanto riguarda la prima questione, molto è legato al solito discorso accademico: ciò che dicono gli altri si insegna solo quando viene pubblicato ed accettato dal consesso scientifico; ciò che pensiamo noi viene insegnato appena dopo averlo pensato. Ad es. la classe del prof. Carandini (ora Carafa) qui alla Sapienza già utilizza i risultati dell'Atlante di Roma da loro redatto ma non ancora pubblicato (uscirà nel 2012). Ma per dire, non so quanto tempo passerà ancora prima che i carotaggi della Metro C che hanno già chiaramente modificato la topografia di Roma verranno utilizzati in sostituzione del Coarelli, oramai inadeguato.

Tornando all'anfiteatro, avevo dunque colto nel giusto rispetto alla tipologia di risposta da dare. Ecco qui allora alcune brevi note tratte dal catalogo della mostra sugli anfiteatri romani a Rimini nel 1999. Articolo scritto da A. Fontemaggi e O. Piolanti:
«L'anfiteatro rappresenta il monumento simbolo della Romanità. [...] Ben 186 sono gli anfiteatro noti in tutto l'Impero. [...] L'anfiteatro nacque nel II sec. a.C. in Campania per accogliere in modo più consono quegli spettacoli che già registravano vasto favore fra il popolo. [...] Il monumento, nella sua originalità e funzionalità, è la sintesi di una lunga, diffusa esperienza che era maturata dapprima in ambito funerario, a fianco della sepoltura del defunto che si celebrava, poi all'interno del forum, dove, almeno dal III sec. a.C., erano ospitati i munera. [...] L'aspetto funzionale fu alla base di tutte le scelte architettoniche di ogni edificio destinato agli spettacoli.»
In poche parole l'anfiteatro nasce per un corretto svolgimento e per una migliore godibilità dei giochi gladiatorii: la forma arrotondata venne inoltre messa a punto per favorire le lotte gladiatorie (per noi è facile immaginare come nel pugilato, lo spazio rettangolare favorisca l'attaccante quando il difendente viene "chiuso all'angolo"). Naturalmente quando parlavo di "doppio teatro" mi riferivo soltanto alla traduzione letterale del termine.

Riferimenti bibliografici che si possono consultare:
Fontemaggi-Piolanti: "Alla scoperta dell'anfiteatro romano", Rimini 1999
Golvin: L'Amphithéatre romain. Essai sur la théorisation de sa forme et de ses fonctions, 2 voll., Paris 1988
Dulcis in fundo, naturalmente, il grande lavoro sull'architettura romana portato avanti da Pierre Gros.

PS: io non credo che sia illusione né tanto meno superbia il voler fondare un forum tematico con la volontà di trasmettere un sapere scientifico e non discutere soltanto di fantarcheologia e misteri irrisolti, delle ultime novità, dei problemi vari. Anche riportare un brano bibliografico che possa aiutare a comprendere aspetti magari poco conosciuti dell'antichità, dunque crea conoscenza, è un punto importante di questa mission. ;)
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Re: origini dell'anfiteatro

Postda zilc » 20 settembre 2011, 20:39

Grazie Simone, avevi capito al volo.
Ma se ti dicessi che l'anfiteatro non è romano la prenderesti male?
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anfiteatro non romano

Postda zilc » 21 settembre 2011, 11:53

Vado avanti.

Quasi mi dispiace, perché la romanità ti piace talmente che la prima frase da te citata con orgoglio è stata «L'anfiteatro rappresenta il monumento simbolo della Romanità ». Non preoccuparti, non cambia 'quasi' nulla, solo un piccolo passo in direzione della verità.

Dunque nella versione ufficiale l'anfiteatro è 'il monumento simbolo della Romanità' e nasce fuori Roma, a Capua, ma è considerata un'invenzione romana. E fin dalle origini è destinato ad ospitare principalmente i ludi gladiatorii a scopo di spettacolo. La sua forma serve ad evitare che un luogo di combattimento abbia angoli dove chiudere un avversario.

Vorrei attrarre l'attenzione su alcuni dati di fatto.
A Roma i primi teatri sono sempre associati ad un tempio (anche quello di Pompeo aveva un piccolo tempio), mentre l'anfiteatro no, né sembra che abbia mai avuto nessuna funzione religiosa.
A Roma il primo spettacolo fu rituale, una sorta di danza di sacerdoti etruschi che si svolse in occasione di una pestilenza allo scopo di attrarre una maggior benevolenza degli dei sulla città.
Aveva dunque uno scopo solo religioso.
Ma lo spettacolo piacque. Colpì moltissimo vedere le movenze aggraziate dei sacerdoti che senza nessun canto danzavano al suono dei doppi flauti tanto che la gioventù romana se ne andò scimmiottandoli. Questo testimonia Livio, e la peste doveva essere quella del 364 ac.

Il primo spettacolo gladiatorio fu allestito a Roma nel 264 a.C. dai figli di Bruto Pera in onore del padre defunto (rif. Livio e Valerio Massimo). Non esiste prova né testimonianza anteriore, a Roma. Una onoranza funebre, dunque. L'intento religioso in seguito andrà perso.
Si postula un'origine campana per i giochi gladiatorii.
Però la terminologia gladiatoria è in buona parte di derivazione etrusca ed un personaggio col martello, vestito da Charu, portava via i feriti ed i morti.
Capua era la maggiore città italiana dopo Roma, e notoriamente era etrusca.
La stele di Marano di Castenaso (BO), detta anche 'stele delle spade', rappresenta un cane rivolto indietro, alcune ruote ed alcune spade, una teoria di anatre e due guerrieri armati di falce e lancia che si affrontano nel primo gioco funebre che sia mai stato rappresentato. La stele è datata all'VIII sec ac.

Questo per quanto riguarda i giochi gladiatorii. Ma che c'entra con l'anfiteatro?
Se i ludi funebri arrivano dagli etruschi, perché l'anfiteatro è romano pur non nascendo a Roma?

Sia i romani che gli etruschi erigevano gradinate e tribune in legno provvisorie (compresi gli archi di trionfo), da smontare una volta finite le feste e le ricorrenze. In età arcaica le donne etrusche assistevano agli spettacoli, le romane no. Abbiamo prove di ciò nelle raffigurazioni etrusche e nel racconto degli storici romani.
La forma dell'anfiteatro non è rotonda, è ovale. Una forma rotonda sarebbe andata benissimo per evitare gli angoli, mentre invece si diffonde una forma ovale che durerà fino al tardo impero. Perché? Una ipotesi abbastanza supportata è questa.
L'uovo per gli etruschi era uno dei simboli della rinascita, forse il principale. Lo troviamo nelle mani dei personaggi sia sui sarcofagi che nelle pitture, lo troviamo nel corredo tombale e anche come segnacolo del tumulo, come noi usiamo la croce.
Inoltre l'uso delle porte dell'anfiteatro doveva essere significativo e codificato, ma non ho ancora avuto modo di studiare questo aspetto.
Potrebbe l'anfiteatro essere un'invenzione etrusca invece che romana?
A Sutri c'è un anfiteatro scavato nel tufo, proprio in mezzo ad una necropoli. Per me (e non solo) non è affatto romano. Come non mi pare romano quello di Otricoli.

Ma c'è molto di più: un anfiteatro intero, indubitabilmente etrusco, datato al V sec ac.

Incuriosisce la cosa?

Non lo troverete mai chiamato "anfiteatro etrusco".
Infatti "trovato il teatro più antico d'etruria" titolò la Repubblica, in un articoletto a pag 48 del numero del 29/11/2003, riprendendo scavi degli anni '80 del secolo scorso.
(in realtà per quanto ne so l'unico teatro etrusco che sia stato riconosciuto come tale si trova a Castelsecco, presso Arezzo)
Lo troverete genericamente chiamato 'edificio ellittico', nominato in alcuni libri in modo assai vago, quasi sorvolando.
È sconosciuto, si trova a Cerveteri, Caere, in una ex necropoli, e sia Cristofani che Colonna lo considerano un luogo di spettacolo per i giochi funebri gladiatorii. Cioè un anfiteatro.
Originariamente in legno, fu rifatto in pietra all'inizio del V sec ac. Il fatto di trovarsi dentro o nei pressi di una necropoli costituisce per me un ulteriore indicatore.

"Lo stesso orientamento NW-SE presenta anche un adiacente edificio ellittico a cielo aperto, con assi di m 32×22 ca., probabilmente di carattere pubblico e forse legato a tradizioni relative ai ludi sacri (Colonna 1993, 343 ss.; Cristofani 2000, 407 ss.), che, probabilmente ripetendo la pianta di una precedente struttura, poggia su un basamento intagliato nel tufo, con perimetro a blocchi di tufo e marciapiede in lastre di peperino.
I materiali rinvenuti negli strati sottostanti il marciapiede indicano per la struttura (...) una datazione agli inizi del V sec. a.C."
("Cerveteri: topografia della Vigna Parrocchiale" G.Nardi, pag 160)
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L'anfiteatro comunque risale al II sec. a.C.

Postda Simone82 » 21 settembre 2011, 15:51

Scusa, ma che l'anfiteatro sia il simbolo della romanità non c'entra proprio niente con il fatto che non l'abbiano inventato i Romani, cosa che per altro non mi pare di aver affermato. Anche le terme imperiali sono una delle massime espressioni dell'architettura romana, una delle massime espressioni del loro modo di vivere, di concepire la vita sociale, di organizzarla e di organizzarsi, eppure ambienti termali esistevano da secoli prima di Roma e forse di prima dei Latini stessi.

Alcune considerazioni: giochi funebri (ammesso che di questo veramente si tratti e non vadano date altre interpretazioni) non vuol dire giochi gladiatori. I giochi gladiatori nascono inizialmente in ambito funerario, poi si trasferiscono nei fora forse dal III sec. a.C., solo in seguito se ne trova una collocazione "ufficiale" nell'anfiteatro. Quindi sono ad esso precedenti, e non credo sia stata stabilita una data di nascita: ad es., risale al 1992 questo articolo che forse potrebbe interessarti:
Blázquez, J.M.: "Posibles precedentes prerromanos de los combates de gladiatores romanos en la Peninsula Iberica", in Coloquio Internacional "El Anfiteatro en la Hispania Romana", Mérida, 26-28 Nov. 1992, p. 31-37.

Per quanto riguarda l'anfiteatro etrusco: io ti ho citato una pubblicazione del 1999 dell'unica mostra generica organizzata in Italia sul sistema degli anfiteatri. L'unico studio specialistico tematico è datato 1998. Uno introduttivo precedente risale al 1940. Seppure la scoperta a Caere/Cerveteri risale al 1993 come pubblicazione e viene genericamente ricordato come "edificio ellittico" è gioco forza che in quei libri non poteva esserci alcun accenno: per altro se viene identificato come avente funzione pubblica, se si fa riferimento soltanto a generici ludi (e non munera o venationes), il fatto che sia di pianta ellittica non lo qualifica mica come anfiteatro. È la funzione e non la pianta a qualificare un edificio. Altre pubblicazioni sugli anfiteatri dopo il 1999 non risultano, stando almeno a Dyabola, il più completo sistema di ricerca bibliografica. Quindi temo che, per quel poco che ne sappia, l'anfiteatro più antico chiaramente riconoscibile risale al II sec. a.C., che sia romano di "invenzione" oppure no.
Quello di Sutri è comunque un anfiteatro di fine II sec. a.C. al più presto: i Romani la conquistarono nel 383 a.C., oltre un secolo prima, quindi mi pare difficile affermare che non sia "romano". A meno che non esistono dati che retrodatino la struttura di almeno 150 anni, come minimo.
Mi servono chiari dati che identifichino chiare strutture con chiare datazioni per retrodatare l'anfiteatro in quanto tale. Se le ipotesi non diventano tesi, restano valide le tesi precedenti. ;)
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Re: origini dell'anfiteatro

Postda zilc » 22 settembre 2011, 18:19

Non mi meraviglia affatto che si possano ritrovare tracce di spettacoli gladiatorii nella spagna preromana: alcuni vedono caratteristiche tirreniche sia nella lingua di Tartesso che nelle poche informazioni che abbiamo su questo popolo. Del resto presenze e officine etrusche in Spagna sono comuni e documentate, soprattutto per i tempi più antichi, prima che fossero gradualmente sostituiti nei loro porti ed emporii dai cartaginesi.
I giochi funebri non erano un'esclusiva Tirrena: se pensi ai funerali di Patroclo, nell'Iliade, anche Omero accenna a gare e combattimenti in onore del defunto.

Sutri non fu mai un possedimento tranquillo.
Dopo la conquista di Veio per tutto il IV sec ac passò più volte di mano; Durante la seconda guerra punica non volle sostenere le legioni e non versò nessun tributo. Dopo la presa di Capua furono da qui inviati a Sutri prigionieri, schiavi e plebe.
rimase la porta dell'Etruria per alcuni secoli.

I romani all'epoca della prima conquista di Sutri non erano per nulla i grandi costruttori che divennero in seguito: si rifiutavano di ricostruire Roma dopo le devastazioni di Brenno (390), al quale avevano lasciato perfino le porte cittadine aperte, nella foga di fuggire chi a Caere, etrusca, chi a Veio, appena presa. Brenno se ne andò diversi mesi dopo solo dietro pagamento, portandosi via tutto il tesoro di Veio appena conquistata (396), e tutto l'oro che c'era a Roma. Quando i fuggiti tornarono e ripresero possesso della città distrutta, i romani volevano andare ad abitare a Veio, che sebbene saccheggiata era quasi intatta e disabitata, pur di non ricostruire la città.
Ci volle il solito Furio Camillo per convincerli a restare.
La ricostruzione fu fatta in gran fretta e senza nessuna regola, senza un piano regolatore che fino ad allora era stato quello dei Tarquini, tanto che si finì per costruire anche sulle strade. La gran maggioranza delle case era di fango e lo stesso uso rimase anche in seguito, finché dopo una inondazione del Tevere, intorno alla metà del I sec ac, una legge proibì le costruzioni che non fossero fatte almeno di mattoni cotti.

Anfiteatro di Sutri
Ellittico, con dieci porte
"che ricordano quelle tipiche etrusche a 'T' e che immettono direttamente nel deambulacro circolare ricavato all'interno del podio".
Quattro vomitoria (gallerie nelle gradinate) aiutavano il deflusso del pubblico.
L'impianto è molto semplice e non comprende spazi sotto l'arena. Viene definito un anfiteatro arcaico. La sua datazione è stata fatta molto tempo addietro ed esclusivamente in base alle caratteristiche stilistiche della costruzione, infatti oggi è definita molto problematica. Specialmente se si considera come se fosse un sapere defnitivamente acquisito il fatto che l'anfiteatro sia solo romano.
Non sono coerenti con l'ipotesi romana i seguenti fatti:
un luogo di esclusivo divertimento qual'era l'anfiteatro per i romani non sarebbe mai stato fatto da loro in mezzo ad una una necropoli.
Nessuna tomba avrebbe potuto esser distrutta per la costruzione di un anfiteatro. Notare che i metri cubi di tufo rimossi sono un'enormità: è una collinetta completamente scavata.
Se datato tra il II ac e I dc, si tratta di qualcosa di veramente arcaico da non poter essere confrontato con le costruzioni dello stesso periodo che hanno maggiore documentazione.
Inoltre Sutri divenne colonia solo nel 41 o 40 ac (Colonia Julia Sutrina)
Se datato ad epoca precedente si pongono ancora più problemi per una sua possibile romanità.
I romani, se mai avessero avuto l'idea di impiegare risorse in opere non militari in epoca arcaica, avrebbero cercato di costruire un'opera monumentale e ben visibile che testimoniasse la grandezza di Roma, come erano soliti fare. Invece in quest'anfiteatro non c'è nessuna decorazione esterna, anzi, è invisibile dal di fuori.

In ogni caso, ripeto, i romani non avrebbero mai distrutto nessuna tomba per la costruzione di un anfiteatro: questo è un argomento definitivo a favore della sua antichità.
Ritengo da escludere che l'anfiteatro di Sutri sia romano, perché l'ipotesi etrusca è la più semplice, anche alla luce dell'esistenza dell'anfiteatro di Caere.

Tuttavia niente ci permette di uscire dal campo delle ipotesi, nell'uno e nell'altro caso. Resta comunque certo il fatto che l'anfiteatro era già usato dagli etruschi ben prima che dai romani, proprio come le terme, come dici giustamente, comprese quelle con ipocausto.

L'anfiteatro resta comunque simbolo della romanità.

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