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Antica Roma

ROMA CAPUT MUNDI

L'Urbs per eccellenza del mondo antico

ROMA CAPUT MUNDI

Postda FRANCIS » 17 ottobre 2011, 9:30

Caro Simone82, ringraziando per il contributo preciso e competente (che ha colto le ragioni delle mie iniziali intenzioni) aggiungo a quanto scritto solo una ulteriore considerazione: ciò che mi ero prefissato nel mio intervento era semplicemente porre l'attenzione sul fatto che gli splendidi monumenti che tanto ammiriamo, sono comunque inseriti in un contesto naturale, vedi i templi di Paestum, oppure quelli di Agrigento o, in definitiva, molte altre strutture rinvenute nei siti più ricchi del mondo. Penso alla Grecia, ai paesi medio-orientali, oppure a quelli dove sorsero le civiltà precolombiane.
Sottoscrivo certamente, caro Simone82, le tue puntuali affermazioni che evidenziano preparazione e conoscenza della materia; comprendo anche la differenziazione del termine paesaggio. Non voglio dilungarmi in questo argomento, essendomi espresso precedentemente. Desidero soltanto puntualizzare il mio pensiero: un sito archeologico tutelato con scrupolo ed attenzione, essendo rispettosi della storia che rappresenta, è sicuramente preferibile ad un sito archeologico che versa in precarie (termine assai attuale) condizioni. Non credo debba elencare ulteriori esempi affinché tu possa comprendere la mia opinione. Ne conosci certamente i luoghi e le politiche di restauro o conservazione. Sei un archeologo che, è evidente, ama realmente questa branca umanistica del sapere. Il tuo forum ne testimonia ampiamente i propositi e le motivazioni.
Ho volutamente pensato di prendere "a modello" Roma per estendere, però, il discorso in modo universale. E' la "Roma caput mundi" che vorremmo tutti conservasse - in ambito storico, artistico, archeologico - la propria grandiosità affermata nei secoli.
Ti sono grato dell'intervento, poiché hai arricchito il confronto con una voce sensibile all'argomento.

Cari saluti,

Francis
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FRANCIS
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Re: ROMA CAPUT MUNDI

Postda zilc » 17 ottobre 2011, 19:18

Hai fatto bene a precisare la differenza tra paesaggio e panorama.
L'esempio che facevo del paese medievale è vecchiotto, risale alla prima metà degli anni '70 del secolo scorso, quando il passato era solo vecchio ma si voleva cominciare a tutelarlo. Le soluzioni tecnologiche disponibili oggi, allora non c'erano; quella gente erano contadini, camionisti, bottegai, operai, che volevano un po' più benessere. Oggi si discuterebbe sull'"abitabilità". Le case erano le loro e nessuno avrebbe dato loro una lira per sovvenzionare una soluzione alternativa. In fondo volere avere il bagno in casa non era una pretesa assurda. Si trattava di farla nel vaso o di andare a farla fuori, che fosse estate o inverno, che piovesse o no.
Oggi non si ha più la percezione del problema. Era gente che faceva il bagno nel cortile, la domenica mattina prima di andare alla Messa.
E le tue soluzioni sono da ricchi. O si potrebbe dire "economicamente avanzate". Parli di architetto, ascensori... Esigenze e possibilità che non c'erano allora. Le case di 500 anni erano vecchie, con infissi che non chiudono, con muri umidi di calce e salnitro, intonaci irregolari e gibbosi, oltreché inclinati dove il mettitutto (che forse è un mobile da archeologia) stava distante dal muro. Una bella casa nuova di cemento sarebbe stata un sogno in confronto alla casa di 500 anni, irrimediabilmente vecchia. Per inciso, a Firenze c'è una casa del 1300 talmente vincolata che nessuno può farci nulla e allora si lascia che le travi del tetto continuino a marcire finché quel tetto-gioiello franerà ed il problema sarà finalmente risolto. Sarebbe stato meglio abitarla: a costo di una non perfetta conservazione almeno l'avremmo conservata.
So anch'io di paesini medievali acquistati in blocco e trasformati in residences. Non sono visitabili. Sono come perduti.
Ci sono restauri meravigliosi di fattorie-fortezza medievali che diventano multiproprietà, non visitabili, del tutto private, con cancelli elettrici che chiudono vie antichissime. Il restauro lo definisco meraviglioso perché è vicino all'archeologia sperimentale: anche le modalità costruttive sono le stesse del passato. Non c'è cemento, gli intonaci sono rifatti a calce, le travi sono degli stessi legni e quando possibile degli stessi boschi del passato. Roba da amatori.
Però ci sono le porte tagliafuoco di ferro, i tubi del metano, le finestre riquadrate di ferro, per la legge antisismica...
Allora a che è servito riprodurre tutto com'era nel medioevo?

Anche tendere a conservare il paesaggio è un bel proposito, peccato che sia più che altro velleitario, perché tranne casi del tutto eccezionali è quasi impossibile.

ciao
zilc
"…purtroppo quelli che scavano e non pubblicano i risultati delle loro scoperte, continuano a godere credito e non vengono considerati quello che invece sono, cioè “Criminali Accademici”.
Rhys Carpenter
zilc
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