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Antica Roma

ROMA CAPUT MUNDI

L'Urbs per eccellenza del mondo antico

ROMA CAPUT MUNDI

Postda FRANCIS » 8 ottobre 2011, 15:18

Amo l'Italia, amo le sue radici un po' mitiche e leggendarie, amo la storia che in molti secoli ne ha forgiato l'aspetto, anche carismatico, dinanzi al resto del mondo. Pensando al passato di questa Nazione, anche addentrandomi nel tempo più remoto, cerco di comprendere come nacquero le sue magnifiche testimonianze storiche, artistiche, archeologiche che tanto ci affascinano e conquistano il viaggiatore straniero.

Quando, testimone inerme, assisto allo scempio paesaggistico perpetrato per un mero profitto economico, quando, sempre inerme, apprendo dello stato di conservazione di alcuni siti archeologici - vedi Pompei - che si sbriciolano sulle nostre teste, oppure del Colosseo, che da anni attende un'illuminata manutenzione conservativa, l'Italia mi appare più insensata che ottusa, l'Italia mi appare più inetta che noncurante.

Fin da bambino, ricordo, mia madre mi parlava della grandiosità dell'Antica Roma, delle sue vestigia che ne perpetuano la civiltà conferita al mondo, dapprima al mondo conosciuto ed, in seguito, attraverso le sue leggi, al mondo nella sua massima accezione.

Visitai Paestum, visitai Roma: fu in quell'occasione che nacque una passione sconfinata per l'archeologia, sempre studiata con voracità - libri e documentari, ne possiedo a decine - al pari del Rinascimento, una rinascita appunto della cultura classica, presa a modello dai grandissimi artisti di un'epoca irripetibile. Visitai Firenze, vidi quei luoghi entrati ormai nell'immaginario di ciascuno, simbolo dovunque di un genio che non ebbe eguali nel '500 e successivamente.

Leggendo, infine, dell'ennesimo crollo avvenuto a Pompei mi indigno e mi rattristo, ed inerme penso all'indifferenza che regna fin alle alte sfere, all'incapacità di tutelare un patrimonio culturale che dovrebbe invece essere doverosamente valorizzato, se vi fossero realmente attenzione e lungimiranza, sebbene tutto sembri volersi ripetere come un'infausta litania di eventi drammatici e paradossali...
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Re: ROMA CAPUT MUNDI

Postda zilc » 9 ottobre 2011, 9:32

Ciao Francis, da quel che dici non sembri italiano, ma lo dici come un italiano. Tranne quando apprezzi l'Italia, cosa che difficilmente fa chi ci vive: qui lo sport nazionale, più del calcio, è l'autodenigrazione, il disprezzo e l'incuria per una storia che non viene più sentita come nostra origine e radice, ma come una storiella estranea senza valore e legame col presente.

Così l'archeologia ed i beni archeologici vengono visti nel migliore dei casi soltanto come risorsa economica, che va mantenuta per poter essere 'venduta' ai turisti.

Il crollo di Pompei è diventato il simbolo dell'incuria dei nostri resti archeologici, anche se questo è stato un caso di restauro vecchio e sbagliato, di quando tutto si faceva col cemento credendolo la miglior soluzione anche per restaurare intonaci e tombe.
In questi casi parlo di incuria e non d'inettitudine, perché i restauri li sappiamo fare e insegnamo come farli in molti altri Stati. Il problema di base a mio modo di vedere è il disinteresse che c'è a tutti i livelli, compresi gli addetti ai lavori. Questa è la cosa grave.
In molti casi è un lavoro assengnato (in modi talvolta neppure tanto trasparenti) a ditte che lo vedono come un lavoro, nulla di più. Un lavoro da farsi con i minori costi e la migliore apparenza in presenza di uno scarso o inesistente controllo.
Questo io ho visto negli anni. Il risultato è che certi 'restauri' sarebbe stato meglio non averli fatti.

Si blatera sempre e solo di mancanza di risorse ma il problema non è solo questo, perché anche quando i soldi ci sono si preferisce organizzare una mostra, stampare bellissime pubblicazioni che in parte verranno regalate, in piccolissima parte vendute, in gran parte resteranno ammassate e dimenticate in attesa di finire al macero. Oppure si costruiscono o riallestiscono nuovi musei quando piccole ossa ricchissime d'informazioni vanno sgretolandosi nei magazzini senza essere consolidate con una piccolissima spesa. Senza che nessuno possa studiarle.
E questa è inettitudine, come quella dell'elmo montato a rovescio del museo Guarnacci, come l'erba e i roveti che invadono i siti.
L'archeologia troppe volte è soltanto un mestiere e lo è per pochi. A questo va aggiunta la scarsa preparazione di vaste fasce di laureati sfornati soprattutto dalle facoltà umanistiche. Perché si esce dalle scuole medie senza nemmeno saper scrivere correttamente e con idee piuttosto vaghe su quasi tutte le materie. Alle superiori la situazione migliora troppo poco perché le università possano fornire standard decenti. Così ci troviamo con archeologi che ignorano i fondamenti del metodo scientifico e ripetono storielline su Muzio Scevola, come mi è successo di leggere. Non che manchino persone appassionate e preparate, ma le altre son di più. E fanno un mestiere.
I perché riguardano tutta la società italiana e hanno origine dal basso, come tutti i fenomeni sociali.
Così le "alte sfere" sono espressione di quelle basse, il cittadino è il primo a considerarsi suddito, rinunciando al controllo che in democrazia gli pertiene ed in definitiva abbiamo ne più e né meno quel che ci meritiamo.

ciao
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"…purtroppo quelli che scavano e non pubblicano i risultati delle loro scoperte, continuano a godere credito e non vengono considerati quello che invece sono, cioè “Criminali Accademici”.
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Re: ROMA CAPUT MUNDI

Postda FRANCIS » 9 ottobre 2011, 11:01

Carissimo Zilc,

rispondo con piacere all'argomentato contributo che si unisce alla mia riflessione. Sono italiano, dunque vivo in questo Paese fin dalla nascita e, nonostante accada esattamente quanto ampiamente rilevano le tue considerazioni, seguito ad amare l'Italia per ciò che rappresenta nei secoli e nei millenni della nostra storia. Quanto scrivi sono amare constatazioni di una realtà attualissima e desolante, pertanto condivido totalmente il tuo pensiero. Credo tu sia certamente più preparato, poiché l'analisi della situazione esprime vaste conoscenze individuali e, credo, professionali.

In modo assai esaustivo hai tracciato un quadro corrispondente alla situazione nella quale ci troviamo; ne hai dato un'immagine triste ma reale, sebbene ignorata o, comunque, indifferente a molti connazionali.
Personalmente ritengo importante, però, che taluni prendano coscienza della politica italiana, mediocre e squallida per come è vissuta ed esercitata. Ricordiamo che è dalle decisioni del mondo politico che nascono molti dei mali che ci affliggono!

Parlando, nello specifico, dei Beni Culturali (ma il medesimo discorso si potrebbe estendere anche all'ambiente ed all'ecologia...) rappresentano la nostra storia, le nostre radici, l'antica terra dei nostri Avi...
Menzionavo precedentemente l'ambiente e l'ecologia, poiché andrebbero anch'essi tutelati e protetti dall'incuria, al pari della vastissima eredità artistica ed archeologica che contraddistingue il nostro Paese. Tuttavia l'analisi relativa ai nostri tesori del passato si può certamente ampliare analogamente alla dimensione fisica nella quale viviamo.

Con simpatia ricambio il tuo saluto,

Francis
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Re: ROMA CAPUT MUNDI

Postda zilc » 16 ottobre 2011, 10:28

FRANCIS ha scritto:Menzionavo precedentemente l'ambiente e l'ecologia, poiché andrebbero anch'essi tutelati e protetti dall'incuria, al pari della vastissima eredità artistica ed archeologica che contraddistingue il nostro Paese.


Conosco un solo esempio: a Pontecagnano gli scavi sono gestiti da volontarii ecologisti ed il luogo si chiama 'parco eco-archeologico'. È un'ottima via da seguire, l'esperimento funziona con successo da una decina d'anni e anche se non conosco i dettagli, il luogo è controllato e ben tenuto.
Però non me ne vengono in mente altri.
Varrebbe la pena pubblicizzare quasta modalità in modo che si diffonda, perché credo che i costi siano molto bassi e qualche controllo periodico del Comune dovrebbe essere sufficiente al buon funzionamento.

È verissimo che spesso i nostri amministratori hanno immeritati stipendi da nababbi (per es il presidente della provincia di Bolzano prende qualcosa come 25000 euro al mese, più di Barack Obama; poi c'è il parlamento siciliano...la lista è lunga) e sperperano quantità enormi di denaro in lavori che non è importante terminare. Ma il problema non sono soltanto loro. Ci sono ampie fasce di statali e parastatali (che hanno moltissimo potere, più di quanto si pensi comunemente) che non lavorano proprio o lo fanno di malavoglia e sentendosi sacrificati e derubati. Perché non hanno incentivi? Può essere. Ma anche più facilmente può dipendere dal fatto che non rischiano mai niente, e allora possono anche permettersi di essere arroganti con il cittadino che protesta, trascurando il fondamentale fatto che in fondo è lui quello che paga.
Un diffuso minor senso della comunità corrisponde a minori e peggiori servizi con costi maggiori. È automatico.
Ecco come ricorrendo al volontariato, ed associando la difesa dell'ambiente ai beni artistici ed archeologici, si possono risparmiare risorse ottenendo buoni risultati.
In realtà molto di ciò che funziona si regge sul volontariato o sulla sola buona volontà. Questo può anche far pensare che una gran fetta dalla popolazione abbia un'indole da schiavi...

Tutto questo però è fuori tema in un forum d'archeologia.
Ciao
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Re: ROMA CAPUT MUNDI

Postda FRANCIS » 16 ottobre 2011, 12:00

Hai perfettamente ragione, Zilc, il discorso sull'ecologia esula dalle tematiche prettamente rivolte all'ambito dell'archeologia, tuttavia è doveroso ricordare che le opere create dall'ingegno umano sono comunque edificate in un contesto naturale. Ho visitato alcuni celebri siti archeologici greci e sono rimasto analogamente affascinato dagli stessi scenari naturali nei quali sorgono (penso, ad esempio, a Delfi, Epidauro e Capo Sounion). La mia modestissima opinione ritiene che, senza un vero rispetto dell'ambiente, sembra difficile una politica altrettanto rispettosa del patrimonio artistico ed archeologico. Si tratta, però, di una semplice considerazione personale.

Cari saluti,

Francis
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Re: ROMA CAPUT MUNDI

Postda zilc » 16 ottobre 2011, 19:33

Daccordo anch'io, anche se è teoria: oggi il mondo è cambiato e lo scenario dei templi di Agrigento è compromesso, come lo è lo sfondo del teatro di Olimpia, o il blocco delle coltivazioni degli olivi a valle di Delfi. Per Epidauro mi pare che si possa credere ad uno sfondo attuale non troppo dissimile da quello antico e per Capo Sounion lo sfondo è il mare che si suppone invariato. Ma le tombe di Tarquinia si trovano nell'abitato, come i Fori... Probabilmente è pretendere troppo. Un paesaggio antico non è ormai più possibile. Non solo a causa dell'edilizia, perché sono cambiati i modi di coltivazione e questo è successo molto recentemente. Dagli anni 50-60, forse 70. Noi abbiamo fatto in tempo a vedere i campi recintati da filari di viti, con i salici tra una vite ed un bòzzo, i terrazzati ad ulivi col filare delle viti sul ciglio ed il grano coltivato sotto, accanto magari ad un filare di baccelli o di piselli, com'è stato per tutto il medioevo, com'era la campagna etrusca che i romani descrivevano come un giardino. Ormai non è più così, serve troppo lavoro.
Il pessaggio antico ormai è irripetibile e non si può invocare l'ecologia, la protezione dell'ambiente, perché non è possibile bloccare impunemente l'agricoltura, non si possono impedire nuove costruzioni etc. Il mondo va avanti ed il fotografarlo e bloccarlo in un'epoca, che sia medievale, romana, etrusca, o solo ottocentesca è improponibile. Il paesaggio è lo specchio dell'uomo che lo abita e al di là dei giudizi di valore oggi non troviamo il bello nella natura (costruzione naturale o umana), ma nel virtuale. Immagini.
Non ha importanza se siano corrispondenti ad una qualche realtà.
Immagini anche belle, che però non hanno odore d'erba e corteccia, non sanno evocare nessuna tattilità soffice di steli, non regalano fruscìi di spighe o scricchiolìo di foglie secche.
Restano immagini come foto, secche, di roba morta.
E se si artefà il pesaggio per conservarlo par di sentire l'odore della plastica scivolosa e linda, cioé un falso. Allora è meglio la vita vera di oggi, per quanto paia non aver pregi estetici.

Roma vera è quella di oggi. Ed è meglio un degrado vivo di una bella mummia.
Ciao
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Postda FRANCIS » 16 ottobre 2011, 20:10

Non credi che i paesaggi debbano essere tutelati? Lo scempio perpetrato nei decenni nella nostra Penisola ha devastato valli, coste, splendidi scenari ormai irrecuperabili. Non ci sono colpe né colpevoli. Nessuno paga realmente per questi gravi danni arrecati al nostro patrimonio nazionale.
La bellezza dei luoghi quali Delfi, Epidauro ed il promontorio di Capo Sounion (dove sorge un magnifico tempio dedicato a Poseidone) sono comunque preferibili al caos ed alle varie troppe brutture che spesso si vedono.
Il pianeta non può subire ulteriori devastazioni nel nome di un progresso peraltro totalmente discutibile. L'essere umano, per me, deve imparare ad armonizzarsi con la natura, nella quale vive ed opera, invece di sfruttarla incoscientemente a proprio piacere. Dovremmo tornare tutti a più saggi valori, come il rispetto per il mondo, la considerazione per l'ambiente, l'orgoglio per il nostro stesso passato.
Personalmente preferisco monumenti isolati nel loro ambiente piuttosto che lo sfregio disseminato intorno senza alcun criterio né contegno.
Ma, come dicevo, è una semplice considerazione personale...

Cari saluti,

Francis
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Re: ROMA CAPUT MUNDI

Postda zilc » 16 ottobre 2011, 20:33

Caro Francis, la gente non nasce in nome del progesso.
Nasce ed ha da vivere.
Se il paesaggio è un affare lo tutela, altrimenti lo usa in altro modo.
Il mondo non è un museo.

In una discussione su un paese medievale e sulle sue case intatte che avrei voluto conservare mi fu opposto il fatto che la gente che ci abitava necessitava del riscaldamento e voleva il bagno in casa.
Ci vivevano in quelle case.

Non sarebbe stato possibile dar loro torto.
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Postda FRANCIS » 16 ottobre 2011, 21:20

Quanto affermi è vero, il mondo non è un museo... Il progresso è una parola che, come per molte altre cose della vita, può assumere differenti significati. Tutto dipende dal singolo individuo, come dall'intera collettività. Essendo un cultore dell'estetica e dell'universale bellezza delle opere, mi rattrista vedere indifferenza o disinteresse per queste cose, come mi rattrista lo scherno e il dispregio nei confronti degli esseri umani, oppure la mancanza di solidarietà.
Il tuo discorso è giusto, come dicevo, gli individui hanno bisogni e cercano di soddisfarli. Non sono in disaccordo con te, ma preferirei che il mondo andasse diversamente. Il rispetto di cui parlavo dovrebbe estendersi da quello verso i propri simili a quello per il mondo e la natura, per le opere erette nei secoli. Tuttavia sono consapevole della realtà nella quale vivo.
Comunque, caro Zilc, ti ringrazio per l'arricchimento, frutto di un confronto aperto e sincero, e per i tuoi contributi sempre molto apprezzati.

Con simpatia,

Francis
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Roma Caput Mundi ieri e domani

Postda Simone82 » 16 ottobre 2011, 21:58

Bah, invece penso che un ragionamento sul contorno che vive intorno all'archeologia sia anche una tematica di questo forum, magari non proprio di questo post dedicato all'antica Roma.
La fotografia che emerge da quanto appena detto è di una realtà tragica e devastante, ma è reale, ed io che ci vivo dentro da 10 anni la conosco fin troppo bene, solo che come diceva "quello" devi essere un poco vigliacco se vuoi sopravvivere e non puoi permetterti di parlare senza peli sulla lingua.

Però io prendo quei pochi paesi italiani dove la casa più recente è stata costruita 500 anni fa e se il bagno non si può fare, non lo fai. Punto. Cambia casa, e trasforma quel gioiello di paese in un museo all'aria aperta (sapete quel paese abruzzese interamente comprato da un americano?): altrimenti, sfrutta ai massimi livelli le nuove tecnologie e fatti fare un progetto da un architetto serio. Ne basta uno per tutte le case: si può riscaldare ottimamente una casa di quel tipo semplicemente sostituendo le imposte ed utilizzando il pellet, costruire ascensori esterni in posizioni non visibili, ed esistono bagni che non necessitano di particolari opere murarie (visti a Venezia in un B&B).
Se lo si vuole fare lo si fa, se non lo si vuole fare non lo si fa. D'altronde, prendiamo i grandi palazzi romani costruiti centinaia di anni fa: non è che non hanno bagni o riscaldamenti, solo sono stati fatti nel modo corretto e rispettoso del fatto che quell'edificio è innanzitutto un bene culturale, prima che una casa, un museo o un istituto.

Quando parliamo di paesaggio non bisogna confondere il territorio con le vedute: è paesaggio la piana di Agrigento (piana compromessa ma per la quale molto si è fatto negli ultimi anni, impedendo ulteriore cementificazione), ma non può essere paesaggio una pianura incolta. E se anche quella pianura è stata coltivata 2000 anni fa, a maggior ragione possiamo coltivarla oggi (naturalmente impedendo la distruzione delle testimonianze antiche).
Se decidessimo che tutelare ogni centimetro quadrato dove troviamo un frammento di ceramica segno di un'antica occupazione, allora semplicemente dovremmo andarcene tutti via ma proprio tutti.

Se prendiamo Roma, oggi c'è una consapevolezza diversa della conservazione: non si abbattono più monumenti o si spogliano facciate o si scava alla ricerca di anticaglie. Nel passato lo si faceva: ma non si può pretendere di continuare ad andare in calesse perché l'inquinamento danneggia i marmi antichi o perché non si può costruire una metropolitana. Primo, perché il fetore dei cavalli che sono esseri viventi è ancora più inquinante, secondo perché la tecnologia oggi ci consente di costruire in modo corretto e rispettoso. Così Roma può continuare ad essere Caput Mundi, tanti del passato quanto di oggi.
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