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domanda su paganesimo antico e moderno

Quattro chiacchiere in compagnia...

domanda su paganesimo antico e moderno

Postda Stramonium » 21 gennaio 2015, 0:20

Salve a tutti , sto portando avanti una certa ricerca personale che a parer mio deve includere alcune informazioni storico/archeologiche di base .
Sto conducendo un indagine sul neopaganesimo materia sulla quale ho avuto sempre molte riserve e sono qui per capire se questi dubbi sono frutto di un mio pregiudizio o hanno un fondamento di altra natura.

Ve la faccio breve: il neopaganesimo è un movimento spirituale costituito da culti e religioni eterogenee e sto parlando di neo-druidismo , neo-stregoneria , etenismo e via dicendo.

Premesso che i leader (e non solo) di tali culti riuniti nel neopaganesimo vantano di essere gli eredi del paganesimo antico mi sorgono 2 domande (sarebbero di più ma non vi voglio tediare) :

1) cosa hanno in comune le religioni germaniche con quelle celto-druidiche e cosi via? La mia sensazione è che abbiano messo in una scatola piselli, manzo e acqua e abbiano fatto un minestrone .
2) Vi risulta che nelle religioni sopra ci fosse in antichità un seppur minimo accenno ad un etica di amore verso la natura e a una sorta di regola etica del tipo "se non fai male a nessuno fa cio' che vuoi" ?

Se qualcuno mi puo' rispondere gliene sarei grato.
Stramonium
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Re: domanda su paganesimo antico e moderno

Postda zilc » 21 gennaio 2015, 13:03

Provo a risponderti per quel che so, che è poco, e spero che qualcun altro più preparato possa darti una maggior soddisfazione. La tua impressione di confusione è la stessa che ho avuto io nel leggere certi mescoloni di "riti" che vanno dalla Malesia agli Indiani del Nord America, passando per il Nord Europa e Cuba: passa la voglia di occuparsene.
Le informazioni storiche precristiane sulle religioni germaniche e druidiche sono molto poche e filtrate dall'occhio romano di Cesare o Tacito che tendono ad assimilare le credenze e le divinità ai miti e agli dei che conoscono. Il neopaganesimo risponde ad esigenze, che secondo me sono più sociali che religiose, rintracciabili nei movimenti naturisti e protofemministi della fine del XIX secolo e l'inizio del XX, che potrebbero essere visti come propagazioni Romantiche, oltreché come reazione alla sessuofobia dell'epoca.
Difficile dire cosa avessero in comune le religioni celtiche e quelle germaniche, perché ne sappiamo molto poco, ma di sicuro i sacrifici sia umani che animali erano praticati in tutta Europa. Questo fatto viene completamente dimenticato nel neopaganesimo per relegarlo nel satanismo.
La tua seconda domanda ha già un accenno di risposta in quanto detto sopra, ma l'etica comune a molte delle antiche religioni comprendeva il fatalismo e come si può vedere nei miti greci e in quelli norreni nemmeno le divinità sono aliene dalle passioni e dalle cattiverie umane anche gratuite, possono lottare tra di loro e anche uccidersi a vicenda. Dunque la preoccupazione di non far male agli altri non era certo tra gli obiettivi principali nell'orientamento della vita. Altri erano i motivi del comportamento: certe cose andavano fatte per compiacere o placare la divinità o lo spirito del luogo, altre non andavano fatte per non far adirare le stesse forze oscure superiori, che avrebbero potuto vendicarsi rendendo un parto particolarmente difficile, facendo ammalare i componenti della famiglia, bruciare la casa, far morire il bestiame, rovinare il grano e così via.
L'adagio "se non fai male a nessuno fa cio' che vuoi" sa tanto di scusa superficiale e di per sé è criticabilissimo sotto molti punti di vista, ma il primo è il suo utopismo, perché i concetti di bene e male sono frutto di una serie di scelte e anche perché non c'è modo di prevedere ogni e qualsiasi conseguenza del proprio agire, e nemmeno del solo esistere, così da non avere conseguenze negative per nessuno.
Non sono sicuro che i neopaganesimi possano rientrare a buon diritto tra le religioni, ma questo è un mio parere forse dovuto all'ignoranza e non è definitivo.
"…purtroppo quelli che scavano e non pubblicano i risultati delle loro scoperte, continuano a godere credito e non vengono considerati quello che invece sono, cioè “Criminali Accademici”.
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