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Bar degli archeologi

tra geologia e archeologia

Quattro chiacchiere in compagnia...

Re: tra geologia e archeologia

Postda zilc » 28 maggio 2015, 10:09

Non l'ho letto. Penso che il caso sia molto sopravvalutato e che sia un concetto ombrello che usiamo tutte le volte che non sappiamo o non possiamo ricostruire le cause di un evento. Forse è impossibile farlo e spesso non ci resta altro che lo strumento statistico. Meglio che niente.

Come prodotti pensavo all'edilizia, sia come materiale per costruire e rivestire, che come legante. Pensavo anche alle possibili qualità di isolante acustico e termico. Non è più di una vaga idea da vagliare con qualcuno esperto in chimica, però chissà. Una grandissima parte delle invenzioni nasce dall'osservazione della natura.
"…purtroppo quelli che scavano e non pubblicano i risultati delle loro scoperte, continuano a godere credito e non vengono considerati quello che invece sono, cioè “Criminali Accademici”.
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Re: tra geologia e archeologia

Postda maurizio66geo » 28 maggio 2015, 20:24

No zilc, non mi riferivo al contenuto proprio del libro, sul quale anch'io nutro qualche riserva, ma esattamente alla parte introduttiva ("Oggetti strani"), in cui Monod illustra le difficoltà che si incontrano spesso nel distinguere, senza ambiguità, tra oggetti naturali e artefatti, frutto quest'ultimi di una attività cosciente e proiettiva...e immagina un programma spaziale ed una macchina che, inviata sul pianeta X, debba decidere se sia mai stato abitato da esseri intelligenti capaci di attività proiettiva...giunge alla conclusione che un programma siffatto dovrebbe tenere conto, nell'esame dei possibili artefatti, di due criteri fondamentali: regolarità e ripetizione;

ecco, mi chiedevo quale sarebbe la risposta di fronte ad un oggetto come quello :-);

sulla Natura ispiratrice sono totalmente d'accordo;

buona serata
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Re: tra geologia e archeologia

Postda zilc » 29 maggio 2015, 22:45

La differenza tra oggetti costruiti e naturali è così evidente che il più delle volte il dubbio non si pone neppure, tranne qualche caso speciale. Come sai meglio di me ci sono casi di colate di lava che si sono solidificate in prismi esagonali o comunque in poliedri regolari che a prima vista non sembrano naturali. Qui la regolarità e la ripetizione sono rispettate. Si potrebbero ricordare altri esempi, lo sai già.
Quello che fa di un oggetto un artefatto è la lavorazione della materia, che lascia sempre tracce riconoscibili al confronto con lo stesso materiale grezzo. Oltre a questo è conosciuto un notevole panorama di lavorazioni possibili con le quali confrontare l'oggetto di natura eventualmente incerta.
Questo Monod non sarà mica un fantacoso?
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Re: tra geologia e archeologia

Postda maurizio66geo » 31 maggio 2015, 7:50

In realtà i criteri che Monod individua per distinguere tra oggetti naturali e artefatti sono funzionali all'introduzione di una nuova definizione di essere vivente (il libro è fondamentalmente un libro di biologia): quest'ultimo viene incluso, di fatto, tra gli "artefatti", ma di un tipo del tutto particolare e sorprendente;

sia gli uni (artefatti umani, venusiani, marziani...etc. :D ) che gli altri (esseri viventi) appaiono il risultato della realizzazione di un progetto, ma nel caso degli esseri viventi questo progetto è interno all'oggetto (il suo patrimonio di informazioni genetiche) e si realizza attraverso una "morfogenesi autonoma"...e viene tramandato sotto forma di una sostanziale invarianza riproduttiva;

forse siamo un po' OT, ma era comunque interessante la questione;

sulla fessurazione prismatica colonnare guarda qui zilc, a proposito di processi che si manifestano alle scale e nelle condizioni più diverse (qui la regolarità non è nelle dimensioni o nella ripetizione, ma nel meccanismo sotteso, puramente fisico-chimico);
http://www.naturamediterraneo.com/forum ... ,colonnare ,

"Questo Monod non sarà mica un fantacoso?"

cavolo, mi hai demolito un premio Nobel per la medicina :D

ciao, buona giornata
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Re: tra geologia e archeologia

Postda zilc » 6 giugno 2015, 13:15

Avevo in mente proprio l'esempio irlandese



maurizio66geo ha scritto:"Questo Monod non sarà mica un fantacoso?"

cavolo, mi hai demolito un premio Nobel per la medicina :D

Come ho detto non ho letto il libro, la mia è solo ignoranza: non si dovrebbe parlare di quel che non si conosce.

Lo stesso non dovrebbe fare Monod, se è vero che ipotizza esseri viventi venusiani e marziani.

Il "progetto riproduttivo" è la stabilizzazione selezionata delle istruzioni, sia possibili che necessarie, per ricreare l'essere vivente. Nel concetto di progetto si comprende una nota importante di volontarietà che non differisce dall'umanizzazione delle stagioni o della natura. Secondo me non c'è progetto nel DNA (per esempio), ma solo un'istruzione essenziale che tramanda un funzionamento con le sue varianti possibili (utili e inutili). Le varianti impossibili, quando si verificassero, sarebbero eliminate dalla trasmissione perché essendo impossibili porterebbero all'aborto, o alla mancata maturazione dell'uovo.
La causa della trasmissione della vita è che "così funziona". Nella stragrande maggioranza degli altri modi non funziona.

Il nostro sasso ormai è lontano. ;)
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Re: tra geologia e archeologia

Postda maurizio66geo » 8 giugno 2015, 19:27

zilc ha scritto:Il nostro sasso ormai è lontano. ;)


eh, eh, vero,
è ormai rotolato chissà dove :);

gli do un altro calcio...pensa che strano prontuario è quello genetico del vivente: le informazioni per costruire gli oggetti per decifrare e tradurre il messaggio, sono scritti nel messaggio stesso da decifrare;

è come se tu avessi un volume di tot pagine, in una lingua antica sconosciuta che nessuno parla più e di cui si è persa ogni testimonianza, nel quale volume c'è scritto come tradurre il volume!

Monod che crede ai venusiani è ovviamente una mia iperbole: nel libro la situazione è posta come un gioco funzionale al ragionamento...però, però...a me meravigliò non poco sapere che uno dei due "scopritori" della struttura del DNA (non ricordo se Watson o Crick), stante la complessità della medesima, si convinse (e lo è tuttora) che la sua origine non poteva che essere extraterrestre (e nei libri di biologia non viene mai detto, ovviamente) :)

ciao zilc, è un piacere scambiarsi delle opinioni;

chiudi la discussione, altrimenti chissà dove andiamo a parare!

buona serata
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Re: tra geologia e archeologia

Postda zilc » 10 giugno 2015, 22:13

Non è da escludere che qualche forma di vita sia piovuta su questo pianeta ed è ancora controverso il sasso marziano contenente presunti batteri fossili, però siamo ancora nel campo delle possibilità senza vere evidenze. Non mi stupisco dell'ordine che si ritrova nelle forme di vita, perché un ordine simile, o anche di qualità superiore, si ritrova perfino nei moti e comportamenti delle particelle subatomiche. Anche le cariche elettriche e magnetiche trovano un equilibrio.
Detto tra noi, per me la ricerca degli extraterrestri è uno spostamento della ricerca di divinità. Tema vastissimo e minato.


(Vai, ho spostato la discussione che per la verità non era d'argomento archeologico preistorico)
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Re: tra geologia e archeologia

Postda maurizio66geo » 15 giugno 2015, 8:20

zilc ha scritto:Detto tra noi, per me la ricerca degli extraterrestri è uno spostamento della ricerca di divinità. Tema vastissimo e minato.


ma poi, zilc, si va sempre alla ricerca dell'origine delle cose, e magari, alla fine, l'origine è banale, deludente...meglio lasciarla avvolta tra le nebbie del mito e dell'abisso del tempo;
forse è per questo che ogni fondazione che l'uomo si è rappresentata è stata sempre mitica.

Ogni novità deriva sempre da un surplus di informazione, da una differenza tra il contesto e ciò che di nuovo scaturisce (parlo non solo del mondo fisico, ma anche di quello storico, culturale)...sono sicuro che se c'è stato un uovo primordiale, la sua esplosione deve essere avvenuta a causa di una impercettibile differenza che ha turbato il suo equilibrio interno :)

prova ad immaginare un qualunque fenomeno od oggetto che presenti una certa asimmetria e dimmi se la causa che l'ha generato non deve essere stata a sua volta asimmetrica (pensa anche solo al nostro oggettino, ad esempio).

buona giornata
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